Addominoplastica

L’addome è la zona del corpo dove il grasso si accumula e la muscolatura si rilassa e cede più facilmente (pregresse gravidanze, variazioni importanti di peso, invecchiamento, lassità cutanea e muscolare, etc…); fondamentalmente la parete addominale è costituita dalla pelle, dal tessuto sottocutaneo adiposo e dallo strato muscolare: l’alterazione di uno o più di uno di questi elementi richiede un trattamento correttivo più o meno complesso.
L’intervento di addominoplastica (o più propriamente di dermolipectomia addominale) permette di asportare il tessuto cutaneo ed adiposo in eccesso localizzato nella parte centrale e bassa dell’addome, di ricostruire e rinforzare l’integrità della muscolatura sottostante, al fine di eliminare inestetismi (“grembiule addominale”, pregresse cicatrici e smagliature nella zona di cute asportata) e di rimodellare la parete addominale. L’eliminazione del grasso compreso nell’area di cute asportata contribuisce ovviamente alla riduzione di peso… ma questo intervento… non deve essere considerato una opzione terapeutica per perdere peso: la sua finalità è quella di riavere un profilo più gradevole dell’addome, migliorandone l’aspetto, e restituire “fiducia in se stessi”.
Ogni paziente presenta delle esigenze e problematiche assolutamente individuali (caratteristiche anatomiche quali: quantità e distribuzione del grasso addominale in eccesso, spessore ed elasticità del tessuto cutaneo e grado di rilassamento della muscolatura addominale).

Dopo una prima visita specialistica, per valutare la situazione clinica, ed aver eseguito gli accertamenti ematochimici e diagnostico-strumentali preoperatori, si deciderà nei successivi incontri la procedura chirurgica da utilizzare, chiarendone il più possibile indicazioni, controindicazioni, eventuali complicanze, vantaggi e svantaggi (che ogni singolo intervento presenta), accertandosi delle reali motivazioni ed aspettative del paziente.

Le procedure chirurgiche più frequentemente utilizzate sono:
  • addominoplastica completa
  • miniaddominoplastica
Entrambe possono essere più o meno associate a liposcultura.

Addominoplastica completa

Preparazione all’intervento:
  • se possibile, sospendere terapia ormonale (pillola anticoncezionale o terapia sostitutiva in menopausa) 20-30 giorni prima;
  • si ricorda che i fumatori di tabacco hanno un rischio notevolmente aumentato di cattiva cicatrizzazione, ritardo di guarigione e di insorgenza di complicanze: astenersi quindi dal fumo di tabacco almeno due settimane prima e due settimane dopo l’intervento.
Anestesia: generale.

Durata: da 2 a 4 ore.

Tempi della procedura:
  • rimozione dell’eccesso cutaneo ed adiposo;
  • rinforzo della parete addominale riavvicinando i muscoli retti dell’addome;
  • “lifting” verso il basso della cute al di sopra dell’ombelico;
  • riposizionamento dell’ombelico.
Posizionamento drenaggi per 24-48 ore
In regime di ricovero con 1-2 notti di degenza

Post-operatorio:
  • dolore nei primi giorni controllabile con normale terapia antidolorifica;
  • ematomi (si risolvono generalmente nei 15-20 giorni successivi) ed edema (può durare fino a 30-40 giorni dopo l’intervento);
  • molta cautela nei cambi posturali (per limitare i movimenti nella zona interessata);
  • specifico indumento elastocompressivo (notte e giorno per i primi 10-12 giorni e soltanto di giorno per i successivi 15 giorni);
  • l’attività lavorativa può essere ripresa dopo 15-20 giorni;
  • evitare l’attività motoria-sportiva per 30-40 giorni.

Cicatrici residue:
la più importante è posizionata centralmente a livello della regione sovrapubica, allungandosi lateralmente e bilateralmente verso il fianco (nei casi più gravi da una spina iliaca all’altra); la sua estensione dipende infatti dall’entità dei difetti da correggere (durante lo studio preoperatorio il chirurgo valuta la situazione clinica di partenza, individua il tipo di intervento da eseguire e può già stabilire la conseguente lunghezza finale della cicatrice): ad una maggiore lunghezza corrispondono comunque una serie di vantaggi aggiuntivi quali un effetto lifting delle cosce e dei glutei.
Questa cicatrice, pur rimanendo visibile, migliorerà gradualmente nei 9-12 mesi successivi ed in ogni caso sarà camuffabile dall’indumento intimo o dal bikini.
La cicatrice periombelicale è generalmente molto meno percettibile. si precisa che la qualità finale della cicatrice dipende non solo dalla giusta attenzione che il chirurgo deve prestare all’esecuzione della sutura ma anche e soprattutto dalla reattività cutanea individuale.

Possibili complicanze: cicatrici ipertrofiche e cheloidee, diastasi cicatrice, infezioni, infiltrazioni delle ferite, liponecrosi, necrosi cutanea, perdita temporanea della sensibilità cutanea nelle zone operate, sieromi, tromboflebite degli arti inferiori, etc… ognuna delle citate complicanze sarà esaurientemente descritta al/alla paziente.

Miniaddominoplastica

Intervento meno invasivo… per correggere difetti “meno importanti”… minima cicatrice e recupero postoperatorio più rapido.

Preparazione all’intervento:
  • nessuna particolare e specifica precauzione;
  • si ricorda che i fumatori di tabacco hanno un rischio notevolmente aumentato di cattiva cicatrizzazione, ritardo di guarigione e di insorgenza di complicanze: astenersi quindi dal fumo di tabacco almeno due settimane prima e due settimane dopo l’intervento.
Anestesia: peridurale o locale con sedazione.

Durata: da 1 a 1 ora e ½.

Tempi della procedura:
  • rimozione dell’eccesso cutaneo ed adiposo;
  • eventuale rinforzo della parete addominale riavvicinando i muscoli retti dell’addome;
  • “ritenzionamento” della cute sotto l’ombelico.
Eventuale posizionamento di drenaggio per 24 ore
In regime di day surgery

Post-operatorio:
  • possibile modesto dolore controllabile con normale terapia antidolorifica;
  • ematomi (si risolvono generalmente nei 10-15 giorni successivi) ed edema (può durare fino a 30-40 giorni dopo l’intervento);
  • specifico indumento elastocompressivo (notte e giorno per la prima settimana e soltanto di giorno per i successivi 15-20 giorni);
  • l’attività lavorativa può essere ripresa dopo 8-10 giorni;
  • evitare l’attività motoria-sportiva per 30-40 giorni.

Cicatrice residua:
posizionata centralmente a livello della regione sovrapubica, qualche volta di poco allungata lateralmente; questa cicatrice migliorerà gradualmente nei 9-12 mesi successivi ed in ogni caso sarà camuffabile dall’indumento intimo o dal bikini.
Si precisa che la qualità finale della cicatrice dipende non solo dalla giusta attenzione che il chirurgo deve prestare all’esecuzione della sutura ma anche e soprattutto dalla reattività cutanea individuale.

Possibili complicanze: cicatrici ipertrofiche e cheloidee, infezioni, perdita temporanea della sensibilità cutanea nelle zone operate, etc… ognuna delle citate complicanze sarà esaurientemente descritta al/alla paziente.